L’Italia è davvero “La Grande Bellezza”, paesini piccolissimi in province poco conosciute riservano spettacoli straordinari. Meraviglie che abbiamo sotto gli occhi, alle quali riserviamo sguardi sfuggenti e sovente distratti. Teatri di eventi storici che non siamo in grado di riconoscere, che fanno parte della frenetica vita quotidiana, che diamo per scontati. Troppo poco spesso alziamo lo sguardo per osservare le peculiarità dei palazzi storici, di un arco, della cupola di una chiesa, delle statue o delle icone impresse sui muri. Quell’atteggiamento curioso che ci caratterizza quando viaggiamo, soprattutto quando siamo all’estero, lo perdiamo quando percorriamo le strade delle nostre città, per recuperarlo poi quando si allestiscono mostre-evento, alle quali siamo soliti recarci ma senza quella partecipazione emotiva e quella preparazione necessarie a cogliere il significato di un percorso artistico.
Il rischio è di restare indifferenti dinanzi a tanta grandezza, a quella bellezza che inevitabilmente amplia gli orizzonti culturali, affina la conoscenza della storia e dei personaggi (sovente poco noti) protagonisti di vicende lontane ma importanti, la cui importanza è però passata sotto silenzio, addolcisce l’anima, ci rende più sensibili, più consapevoli, più grati, più leggeri, più gentili, più felici.
Peppino Impastato parlava di educare la gente alla bellezza quasi quarant’anni fa!
Quattro meravigliose Donne hanno deciso di farlo. Oggi, circa quarant’anni dopo, con un netto ritardo, ma lo hanno fatto, o quanto meno ci stanno provando. Lo hanno fatto partendo da un dato concreto: l’abitudine di apprezzare le bellezze lontane e la poca consapevolezza del patrimonio culturale del luogo in cui si vive.

